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Marjorie Davis Tap Awards 2014 Italian version

Solitamente mi piace scrivere qualcosa riguardante gli eventi della Facoltà di Tap ma questa volta credo sia più opportuno lasciare la penna ai miei due studenti e una mamma che, con me, erano alla Cecil Sharp House di Londra per i Marjorie Davies Tap Awards.

Ho avuto la possibilità di vivere questa esperienza diverse volte: molto tempo fa, da solo e come partecipante, poi in compagnia di due non proprio giovani allieve (una delle quali è mia sorella). Essere di nuovo qui, dopo molti anni, nello stesso studio e con i miei studenti è qualcosa che si può capire solo se la vivi almeno una volta nella vita.

Sono sicuro che, per avere un'idea di ciò che sono i Tap Awards, basti leggere le parole di una mamma italiana che mi ha aiutato a realizzare questo piccolo sogno: permettere a due tra le mie giovanissime allieve di vivere qualcosa di speciale e di portare le loro impressioni nella nostra nazione.

Antonio Barone, FISTD

Marjorie Davis Award 2014 (2)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

"Londra da sempre esercita, su noi italiani, un fascino particolare: è la città delle mille possibilità, che ti spalanca tante porte, specie se sei un artista. Questa volta il fascino è stato amplificato dall'aver assistito ad uno spettacolo vero e proprio: gli “Star Tap Awards”.

Quando siamo arrivati mi aspettavo un teatro vero e proprio con un palco, platea e gradinata, clamore, luci, suoni, confusione, mamme che si aggiravano isteriche e ansiose per i corridoi con al seguito figlie altezzose e piene di sé, e sapevo già che i partecipanti non fossero pochi. Invece s’è presentato, ai miei occhi, un edificio simile ad una nostra scuola con all'ingresso le organizzatrici dell'evento che ci hanno accolto gentilmente e mostrato dove le ragazze potevano cambiarsi. Gli altri partecipanti, tutti inglesi, arrivavano negli spogliatoi in maniera ordinata, silenziosa, molte ragazzine si vestivano e si truccavano da sole, e rimanendo molto concentrate, si riscaldavano, in attesa di cominciare la gara, preparandosi per la coreografia, come delle vere professioniste. Quando le nostre ragazze si sono preparate noi (io e l’insegnante) ci siamo accomodati. Il tutto si svolgeva in una sala, interamente fatta di legno, dall'aspetto un po' austero e un po' troppo serio per un concorso di danza. Io ero un po' tesa, era la prima volta che mia figlia avrebbe seguito una lezione di tap dance interamente diretta in inglese ed era il suo primo assolo davanti ad una così prestigiosa commissione. Ma quando è cominciata la lezione sono stata rapita già dalle prime battute dell'insegnante, dalla musicalità della sua voce, dalla chiarezza posta nello spiegare i passi, dal suo caloroso e piacevole sorriso che mettevano a proprio agio anche gli animi più agitati (come quello di mia figlia). 

Marjorie Davis Tap Award 2014 (1)Ed io sono stata talmente presa da tutto ciò che non seguivo più mia figlia ma pendevo dalle labbra dell'insegnante, quasi dovessi alzarmi io ad eseguire quei passi. Era tutto talmente piacevole e coinvolgente che non mi sembrava di assistere ad una lezione in una lingua che non era la mia e di cui conosco ben poco.
I giovani tappers si alternavano in file, o singolarmente, davanti alla commissione per eseguire gli esercizi che l'insegnante spiegava loro e mi sembrava che tutti riuscissero a seguire bene il tutto e ad avere un'ottima visibilità da parte dei giudici. Quando hanno cominciato ad eseguire le proprie coreografie, non potevo credere ai miei occhi: mi aspettavo un livello alto e una preparazione notevole ma non fino a quel punto. I ragazzini erano fenomenali, entravano uno per volta, concentratissimi, ordinati, silenziosi, si posizionavano davanti alla commissione che era attentissima a seguirne le coreografie. I giudici abbassavano lo sguardo solo per appuntare qualche considerazione, tenevano sempre gli occhi puntati sui ragazzi, aiutati dal silenzio dell'intera sala che così mostrava interesse e rispetto per i ragazzi che si stavano esibendo. Quando partiva la musica sembrava di assistere a tanti piccoli e brevi musical: le corografie erano spettacolari, i ragazzi, tutti quanti indistintamente dal numero 1, il primo, al 140, l’ultimo, hanno eseguito i loro balletti con sicurezza, convinzione, guardando sempre i giudici dritto negli occhi, facendo sognare l'intera sala trasportata, a seconda del brano swing, blues, pop, in luoghi e contesti diversi con atmosfere contrastanti, il tutto eseguito con un senso artistico unico, ballando con tutto il proprio essere. Il suono delle claquette era in piena armonia con i brani musicali scelti, sembrava uno strumento musicale aggiunto agli altri che emetteva un suono piacevole, melodioso e leggero che sottolineava il ritmo del brano musicale. I balletti si sono alternati velocemente ed è stata un'emozione fortissima quando hanno annunciato il numero di mia figlia. Ho trattenuto il respiro per tutta la durata del balletto perché è stata davvero coraggiosa ad esibirsi in un contesto così prestigioso: sono stata molto orgogliosa di lei in quel momento. Non ho mai assistito ad un numero così alto di balletti senza rendermene conto, perché il tutto era scorrevole e accattivante. I ragazzi riuscivano a trasmettere il messaggio del brano musicale su cui ballavano! Ero inchiodata a quella sedia e non avevo voglia di alzarmi neanche per un caffè (e si sa quanto noi italiani ci teniamo al caffè) pur di non perdermi neanche un suono, un colpo di claquette. Alla fine mi è dispiaciuto che il tutto sia finito in perfetto orario essendosi svolto con un ordine e una precisione estrema, da veri inglesi: questo perché non ho mai assistito ad un evento così spettacolare ed entusiasmante. Andando via ho pensato più volte che non avrei voluto mai essere stata al posto dei giudici per decidere chi meritava i premi e chi no: erano stati tutti talmente bravi che io ne avrei assegnata una per ciascuno. Chissà, forse l'anno prossimo ci torneremo e io siederò nuovamente in prima fila per godermi lo spettacolo. Sono molto grata al maestro Antonio Barone per aver permesso a me e a mia figlia di vivere questa giornata incredibile non solo perché ho capito il lavoro che sta svolgendo in una nazione in cui il tap non è famoso e non ha lo stesso rispetto quanto la danza classica ma anche di aver visto personalmente cosa è il VERO talento.

Maria Grazia Spaccavento, mamma di Martina


La mia partecipazione agli Star tap Awards è stata davvero un'esperienza fantastica, un'opportunità unica per confrontarmi con ballerini di tap, non appartenenti alla mia nazione, e partecipare ad una lezione di tap interamente tenuta in inglese. Ho scoperto lati della tap dance che non conoscevo ancora mentre ne ho visto degli altri che, invece, sto studiando: una maggiore partecipazione emotiva (col corpo, non solo con i piedi), un'espressività evidente, un altissimo livello tecnico, l'uso di accessori diversi dai soliti cilindri e ombrelli, la scelta di vari generi musicali, dalle musiche più lente a quelle più veloci. Sono convinta che tutto ciò servirà alla mia crescita personale e spero di riuscire a mettere in pratica, nelle mie prossime esibizioni, ciò ho vissuto Domenica 4 Maggio 2014, giornata incredibile che difficilmente potrò dimenticare.

Martina, 13 anni

 


 

Questa esperienza si è presentata molto diversa dalle mie aspettative: pensavo solo di esibirmi ma son tornata a casa con la consapevolezza di voler imparare ancora di più cose nuove. Nonostante fosse la mia prima volta a Londra, è stato molto divertente e soprattutto emozionante perché mi sono confrontata con altri ballerini parlando un unico linguaggio: quello dei suoni della Tap Dance.
Vanessa, 12 anni